Con l’avvento della festa del Santo Natale ci si riunisce con i propri cari per ritrovarsi e stare insieme, si da inizio alle novene casalinghe e si festeggia con cibo, musica e giochi che fanno da cornice a questo periodo così magico. Ma vi siete mai chiesti qual è la storia della tombola?

Per ogni Natale che si rispetti, infatti, non possono mancare gli incessanti giri di “tummula”. Ognuno armato di cartelle e vari mezzi atti a segnare i numeri estratti (semi di zucca, lenticchie, fagioli e scorze d’arancia appositamente tagliate per questa occasione. É un rito quasi del tutto affidato alla sorte e mai alla particolare abilità dei giocatori. Una mano, infilandosi in un sacchetto, tira fuori un bussolotto indicando un numero con il quale si vanno a riempire le file delle cartelle. Smorfiando ambi, terni, quaterne e cinquine arriva poi “a’ tummula”, con il riempimento di tutti i numeri sulla cartella.

Secondo la tradizione, la tombola nasce a Napoli, da una diatriba tra re Carlo di Borbone e padre Gregorio Maria Rocco sul gioco del lotto. Il primo voleva ufficializzare il gioco mentre il secondo voleva abolirlo poiché distraeva i fedeli dalla preghiera.

I due trovarono un compromesso e il gioco fu vietato soltanto durante le festività natalizie. Tuttavia, per non rinunciare al lotto, i cittadini cominciarono a organizzare delle partite casalinghe. Le tessere numerate venivano messe in un cesto di vimini e i numeri erano disegnati su cartelle fatte a mano. Grazie alla forma cilindrica delle tessere di legno numerata e alla sua somiglianza con il tombolo di una volta, il nome del gioco cambiò in “Tombola”.